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I lavori di Sara parlano di spazi silenziosi, di movimenti minimi, impercettibili, di segni nascosti ad uno sguardo distratto.
Le carte ingiallite, utilizzate per la serie intitolata Tracce, si sfogliano come le pagine di un libro in continua evoluzione, quasi seguissero un misterioso ed autonomo ciclo vitale. Dalla superficie di queste carte affiora materia in continua metamorfosi, in un compenetrarsi di umano, sovrumano, vegetale, minerale…
Uomini-corteccia o cortecce d’albero dalle sembianze umane, tronchi dai quali incavi spuntano “occhi veggenti”, foglie come corpi, corpi come fiori, come rocce, rocce come carta, carta come stoffa, sotto la quale si nascondono fragili esseri: sfogliando questo libro si ha la sensazione di leggere una storia nella storia, in cui non si distinguono più passato, presente e futuro.
In Tracce, Sara applica sui fogli di eguale misura, un
ritaglio di carta dalla tonalità più scura: da questo intervento si
originano tratti decisi di matita, chiaroscuri, colpi di luce
bianca, in un calcolato (e non) incastro di linee ora sinuose ora
pungenti. Il nostro occhio è catturato da questo “gioco” di forme e,
incuriosito, sprofonda in una dimensione onirica, fiabesca e reale
insieme. La serie intitolata Occhi d’oro e d’argento è costituita da
quattro cartoni dipinti con fondi d’oro, e uno d’argento. Le
composizioni sono dominate da grandi “occhi-fiore” che assumono le
sfumature dal rosso al giallo: simili a soli, dai loro pistilli
irradiano tutt’intorno una moltitudine di sottili segni bianchi che
avvolgono fragili corpi in balia di questo soffio vitale.
Il mistero che domina il ciclo naturale continua ad essere
protagonista della serie dedicata all’albero, agli elementi che lo
compongono, le foglie e radici, e che lo originano, il seme.
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